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2009-11-18 15:30:11 - News
Circo con animali: la denuncia choc di un ex-lavoratore
Animali picchiati, frustati e incatenati per 22 ore al giorno. Dopo aver assistito per oltre due anni a simili abusi, Tom Rider ha deciso di lasciare il suo posto da inserviente addetto agli elefanti per denunciare le violenze del Ringling Brothers Barnum & Bailey, il circo più famoso d’America.

“Ho deciso che il troppo è troppo, ho lasciato il circo per raccontare la mia storia”.
Tom Rider per due anni e mezzo ha lavorato nei circhi come inserviente addetto agli elefanti, che tanto ama. Proprio la sua passione per questi grandi mammiferi l’aveva spinto a cercare tale impiego ma, stando a contatto diretto con l’ambiente circense, non è riuscito a sopportare le violenze che si celano dietro le sfavillanti luci e i lustrini dei tendoni.

Così, stanco di assistere impotente ai terribili maltrattamenti subiti dagli animali, Rider ha deciso di abbandonare il posto di lavoro e denunciarne gli agghiaccianti retroscena. Adesso Tom è il principale testimone nel processo contro il Ringling Brothers Barnum & Bailey, il più famoso circo americano, per la violazione della legge USA sulle specie in pericolo.

Circa un mese fa, proprio mentre il Ringling Bros era in tournèe in Italia (al Palalottomatica di Roma dal 14 al 18 ottobre e la settimana seguente al Palasharp di Milano), Rider, insieme alle associazioni per la difesa degli animali, ADI e AgireOra, ha girato per l’Europa diffondendo il video sui maltrattamenti agli animali dello storico circo.


Tom Rider è ora il principale testimone nel processo contro il Ringling Brothers Barnum & Bailey“Sono entrato nei circhi per stare con gli animali ed occuparmi di loro, ma mi sono accorto che questi animali vengono maltrattati in nome del divertimento”.
Cavalli presi a pugni, tigri ed elefanti picchiati, frustati e torturati anche con scosse elettriche durante l’addestramento: “nel circo Ringling Brothers Barnum & Bailey vedevo ogni giorno abusi”, racconta l’ex-lavoratore.

Nel suo commovente video, Rider ricorda in particolare Karen, una povera elefantessa picchiata con un bastone uncinato per ben 23 minuti.

Tra una frustata ed una esibizione sul tappeto rosso, gli animali del circo vivono come schiavi, prigionieri e incatenati per 22 ore al giorno senza possibilità di muoversi. Tom Rider racconta di aver visto i referti veterinari che attestavano ferite dovute alle catene, problemi di artrite e ascessi.

Incatenati sulla terra ferma, rinchiusi in una scatola in nave. Tom ricorda un viaggio in nave dagli Stati Uniti all’Europa: otto giorni di navigazione durante i quali leoni ed elefanti, terrorizzati, non hanno mai lasciato i loro container.


"Se vai al circo sappi che gli animali soffrono per farti divertire"“La vita che avevo sognato ha iniziato a nausearmi”, afferma Rider che, ovviamente, non è l’unico testimone di simili crudeltà.
Il Direttore delle Campagne di Adi, Tim Phillips, che ha lavorato sotto copertura nella più grande struttura europea per l’addestramento di tigri e leoni, dichiara: «Ci sono migliaia di lavoratori dei circhi in Europa che non commettono loro stessi delle crudeltà, ma di fatto sostengono in modo passivo le crudeltà degli altri, col loro silenzio. Le nostre investigazioni hanno mostrato che la violenza e la prigionia sono endemiche nei circhi con animali, è ora di farsi sentire e mettere fine a questa crudeltà».

La testimonianza di Tom Rider, dunque, vuole essere un appello ai lavoratori dei circhi affinché non chiudano gli occhi dinanzi alla sofferenza degli animali ma, al contrario, ne denuncino i responsabili.

“Se vai al circo sappi che gli animali soffrono per farti divertire. Io ho visto cosa succede dietro la facciata di lustrini. Visita i circhi con soli artisti umani, senza animali”. Le parole di Rider sono quindi rivolte anche al pubblico che, assistendo alle performances degli animali nei tendoni, si rende complice di questa crudeltà.

Inoltre, come scrive Massimo Tettamanti nel libro "(DIS)Educazione alla violenza", un saggio sulla "violenza a scopo ludico", “portare i bambini e ragazzi a vedere spettacoli basati sulla violenza verso gli animali è altamente diseducativo perché porta a una diminuzione dell'empatia, della capacità cioè di immedesimarsi negli altri. Ridere degli animali imprigionati e divertirsi nel vederli costretti con la frusta a fare esercizi innaturali non è certo qualcosa da insegnare ai ragazzi”.

Fonte: Terranauta.it







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