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2009-12-21 15:30:11 - News
Il Fondo Amici di Paco salva il bradipo di Striscia la notizia


Erano stati in tanti a restare colpiti vedendo in tv uno dei servizi di Edoardo Stoppa, il “fratello degli animali”, andato in onda su “Striscia la notizia” i primi di dicembre, in cui si vedeva un bradipo detenuto all’interno di un negozio in condizioni non consone alla sua natura.

Il bradipo (dal greco_, bradeos, lentamente) è un animale che vive abitualmente libero nei paesi dell’America centro meridionale e passa gran parte del tempo sugli alberi. Purtroppo da noi viene allevato in cattività e, non essendo protetto dalla CITES, può anche essere venduto. E infatti il bradipo di quel negozio era in vendita.
Da mesi associazioni e animalisti in genere avevano inviato proteste e denunce affinché il bradipo fosse “liberato”. Ma non era servito a nulla, perché i controlli effettuati dalla ASL non avevano ravvisato condizioni di maltrattamento.

Il servizio di “Striscia la notizia” ha messo in luce una realtà che ha commosso molte persone facendo scattare una vera gara di solidarietà. Ad accogliere immediatamente l’appello di Striscia a trovare una sistemazione consona al bradipo è stato il Fondo Amici di Paco, la nota associazione nazionale che si occupa della tutela dei cani e dei gatti abbandonati.
«Il pericolo era che il bradipo venisse venduto a qualche privato e finisse… dalla padella alla brace», spiega Diana Lanciotti, fondatrice e presidente onorario del Fondo Amici di Paco.

«Appena ho visto in tv gli occhi dolcissimi del bradipo mi sono sentita coinvolta in prima persona. Il bradipo è un animale (come tutti gli animali, del resto) che mi ha sempre affascinata. Ho detto subito a mio marito (Gianni Errico, cofondatore e presidente del Fondo Amici di Paco, n.d.r.): lo compriamo noi?
E lui mi ha risposto: “Certo. Però dobbiamo trovare una struttura adeguata per accoglierlo.” Essendo nato in cattività sarebbe infatti impensabile cercare di reintrodurlo in natura. La mattina dopo abbiamo ricevuto varie telefonate e mail dai nostri sostenitori che ci chiedevano proprio di fare qualcosa per quel povero bradipo rinchiuso. E così abbiamo fatto.»
Dopo un’accurata valutazione, Diana Lanciotti e Gianni Errico hanno individuato nel Parco Natura Viva - Centro Tutela Specie Minacciate (Bussolengo - Verona), la struttura idonea ad accogliere il bradipo, anche per motivi logistici. Il Parco si trova infatti geograficamente vicino alla sede del Fondo Amici di Paco ed è quindi facilmente monitorabile da parte dei responsabili dell’associazione.

Come si legge nella missione del Parco: "Da anni, il Parco Natura Viva è impegnato nell'ideazione e nella collaborazione a progetti di tutela realizzati attraverso una fitta rete di contatti nazionali ed internazionali. L'accudienza di questi esemplari richiede, oltre a idonee e costose strutture di accoglienza, un'elevata professionalità del personale addetto, nonché l'attuazione di specifici programmi che consentano il monitoraggio del comportamento dei singoli individui al fine di provvedere al miglioramento del loro stato di benessere."

«Ci siamo messi in contatto con la direzione del Parco», spiega ancora la Lanciotti, «che si è detta subito disposta ad accogliere il bradipo e consentirgli le migliori condizioni di vita. Quindi ho preso contatto con i responsabili del negozio in cui si trovava il bradipo, che si sono mostrati molto contenti che ad acquisirlo fosse la nostra associazione.»
Una volta concluso l’accordo tra il Fondo Amici di Paco e il venditore, il bradipo è stato trasportato a cura di personale specializzato del Parco, in modo da assicurargli le migliori condizioni di viaggio.
«Non c’era altro modo se non acquistarlo, se volevamo portarlo via in tempi brevi», prosegue la Lanciotti. «Mesi di proteste da parte di privati e associazioni non avevano sortito nessun risultato. La legge purtroppo consente la vendita di alcune specie di animali esotici non protette, come il bradipo. Chiunque avrebbe potuto decidere di comprarlo e di tenerlo in casa… a scopo ornamentale. Ma per accudire certi animali ci vuole competenza e soprattutto le strutture giuste. Per fortuna i nostri sostenitori si sono prodotti in questa bellissima gara di solidarietà e ci hanno consentito di poter “riscattare” il bradipo. L’abbiamo quindi acquistato e l’abbiamo donato al Parco Natura Viva, che ci dà le garanzie di accudirlo con professionalità.»
Il bradipo è giunto al Parco Natura Viva martedì 15 dicembre, accompagnato dal veterinario del Parco, dottor William Magnone, che si è recato in Sicilia per accertarsi che tutto venisse effettuato per il benessere del bradipo.

Ad accogliere il bradipo, oltre ai suoi “genitori adottivi” Diana Lanciotti e Gianni Errico del Fondo Amici di Paco, i promotori di questo “salvataggio” che tanto si sono prodigati affinché l’operazione andasse felicemente in porto, erano presenti il direttore scientifico del Parco Natura Viva, il dottor Cesare Avesani, ed Edoardo Stoppa di “Striscia la notizia”, oltre a tutto il personale del Parco riunito per festeggiare l’evento.
Il bradipo è stato immediatamente sottoposto a una serie di controlli che ne hanno evidenziato le buone condizioni di salute e subito dopo è stato immesso nella sua nuova casa, un ampio spazio all’interno della serra tropicale che riproduce il suo habitat naturale, dove sarà permanentemente assistito dallo staff veterinario del Parco. L’animaletto, che all’arrivo pesava sei chili e mezzo, si è immediatamente ambientato e già dopo qualche minuto si spostava, con la sua tipica lentezza, da un ramo all’altro per raggiungere i panieri pieni di cibo messi a sua disposizione.

«E’ stata un’emozione grandissima vedere dal vivo questo splendido bradipo dopo averlo visto sofferente in tv», ha dichiarato Diana Lanciotti all’arrivo del bradipo. «E’ un animale di una dolcezza e di un fascino straordinari che suscita grande tenerezza e senso di protezione. E’ fondamentale rispettarlo e permettergli di vivere secondo la sua natura, in un ambiente idoneo. Noi oggi siamo felici di avergli ridato la dignità che merita. Io personalmente sento di aver realizzato un sogno per cui mi sono impegnata tanto nelle ultime settimane. Sono grata a Edoardo Stoppa e al suo staff e a tutta Striscia la notizia per aver reso nota questa vicenda e averci permesso di intervenire per risolverla con un lieto fine. Ringrazio anche i responsabili del Parco Natura Viva, e in particolare il dottor William Magnone, per aver collaborato con noi a concretizzare il desiderio nostro e dei nostri sostenitori. Sono commossa ed emozionata come sempre quando capita di salvare un animale e garantirgli il futuro sereno che merita. E’ lo scopo che ci siamo proposti nel 1997, quando abbiamo fondato il Fondo Amici di Paco, per onorare e ringraziare il nostro Paco (salvato da un canile, n.d.r.) e, in nome suo, aiutare tanti cani e gatti senza famiglia. Ora è toccato a un bradipo. Una cosa diversa dal solito, che ci riempie di gioia e orgoglio. Grazie, infine, ai nostri sostenitori che con la loro generosità hanno reso possibile questa iniziativa e tante altre per aiutare gli animali in difficoltà. A ognuno di loro manderemo un attestato e una foto del nostro nuovo meraviglioso amico bradipo, a ricordo della felice conclusione di questa vicenda.»

Un’ultima curiosità: il bradipo aveva già un nome, Nicoletta. Ma dato che a quanto pare non è così facile individuare il sesso di un bradipo, verranno fatti i dovuti accertamenti.
Dopodichè se Diana Lanciotti, la “mamma adottiva” del bradipo e colei a cui va il merito di questo importante risultato, deciderà di ribattezzarlo, probabilmente lancerà un concorso sulla scelta del nome tra tutti gli “amici di Paco”, le migliaia di sostenitori che da tutta Italia da anni permettono al Fondo Amici di Paco di concludere felicemente tante storie. Come questa.
Due parole doverose sul Fondo Amici di Paco, questa associazione piccola ma molto attiva. Nasce nel 1997 su idea di Diana Lanciotti e Gianni Errico che, dopo aver adottato un ex randagio al canile di Verona e averlo chiamato Paco, decidono di fare qualcosa per i cani e i gatti meno fortunati del loro cagnolino. In dodici anni il Fondo Amici di Paco, grazie alla figura carismatica di Paco, eletto simbolo di tutti i cani abbandonati e maltrattati, è diventato un’associazione molto apprezzata, un riferimento per tutti gli amanti degli animali che vogliono fare qualcosa per migliorarne le condizioni di vita. Campagne di sensibilizzazione per diffondere la cultura del rispetto per tutte le specie viventi e consistenti aiuti concreti ai rifugi che accolgono gli animali abbandonati o maltrattati sono i principali filoni di attività dell’associazione che conta migliaia di sostenitori in tutta Italia (e alcuni anche all’estero…).

Proprio in questo periodo si conclude la campagna antiparassiti, che ogni anno consente al Fondo di donare migliaia di prodotti antiparassitari ai rifugi e, per quanto riguarda le iniziative di sensibilizzazione, si ripete la campagna “Non siamo giocattoli, non regalarci a Natale” che da dieci anni è tesa a dissuadere gli acquisti irresponsabili di cuccioli che, regalati a Natale, sono candidati all’abbandono per l’estate.

Fondo Amici di Paco
Associazione Nazionale per la Tutela dei Cani
Organizzazione di Volontariato - O.N.L.U.S.
25080 Padenghe sul Garda (BS) - Italy
Tel. +39 030 9903142 Fax +39 030 5109170
paco@amicidipaco.it
www.amicidipaco.it









Fonte: ufficio stampa Fondo Amici di Paco







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